Incontro del 17 giugno 2013 Milano Casa circondariale San Vittore.
Oggi il caldo torrido si è infiltrato anche tra le mura spesse di San Vittore. Paolo Berizzi, scrittore e giornalista si racconta a un pubblico “ristretto”, dal momento che i partecipanti sono quasi tutti all’aria e molti di loro sono stati trasferiti in altri istituti di pena. Simone appoggia la chitarra che non porteremo più dal momento che il nostro “strimpellatore” non parteciperà d’ora in avanti alle nostre chiacchierate attorno a un libro. Azalen accenna alla velatura di tristezza che accompagna queste separazioni improvvise. Poi è Paolo Berizzi a riprendere il filo narrando la sua storia di testimone e cronista del suo tempo. Inizia con l’accennare a alcune delle inchieste condotte e divenute libri come Bande nere, Bompiani, 2009, sulle bande nazifasciste. L’argomento suscita un dibattito per il riferimento a un articolo su una festa privata (un raduno di ca. 600 giovani aderenti a movimenti di estrema destra) tenuta alla periferia di Milano. Si chiede quanto questo possa diventare elemento attinente all’ordine pubblico. Simone domanda se il reato di apologia del fascismo sia conciliabile con il diritto alla libertà di opinione. Iena denuncia, a sua volta, la confusione, a livello mediatico, che si fa tra fenomeni diversi, bisognerebbe battere sulle distinzioni per un’informazione corretta.
La droga non fa figo, è da sfigati!
Paolo Berizzi, Azalen Tomaselli e Simon Pietro De Domenico con i detenuti.
