Incontro del 29 ottobre 2012 Milano Casa circondariale San Vittore.
Oggi una corrente di aria fredda avvolge Milano. Il cielo è limpido, sgombro di nuvole. Ormai la stanzetta è sostituita dalla cella sgombra, unico arredo del passato: due tristi pensili arancione. Azalen e Simone con la chitarra attendono i detenuti. Arrivano, come al solito alla spicciolata. Simone legge il resoconto del precedente incontro, ormai diventato la storia del gruppo, mentre Azalen cerca di registrare nell’espressione dei presenti il consenso agli interventi e alle parole riportate. Dopo qualche commento sul resoconto, Simone inizia proponendo Io sono Dio di Mauro Righi (www.maurorighi.it), un poeta già venuto a San Vittore a un incontro del Libroforum al terzo raggio. Il testo, dichiaratamente provocatorio, è una gustosa caricatura della presuntuosa e puerile onnipotenza della società di oggi in cui il Dio di turno come uno tsunami plasma un mondo a sua immagine e somiglianza. Un mondo abitato da uomini senza capelli e da donne con scarpe in "plessiglass" e con tacco 15, dove un Dio annoiato gioca a monopoli con le inutili esistenze e per ingannare il tedio mette le montagne al posto del mare. "E’ un malato mentale", il primo commento a caldo di Roman. Simone riscontra nella poesia un gusto gaberiano, poi per entrare nel vivo e introdurre l'autore di cui si parlerà oggi, propone in seconda battuta un frammento tratto da Follie di Brooklin di Paul Auster , in cui si parla degli ultimi mesi della vita di Franz Kafka.
Franz Kafka tra lettere scritte a bambole smarrite e racconti sull'ostruzionismo del potere
Azalen Tomaselli e Simon Pietro De Domenico con i detenuti
Azalen Tomaselli e Simon Pietro De Domenico con i detenuti