mercoledì 9 aprile 2014

Dal profondo del cuore

PAROLE OLTRE - LA VOCE DEI DETENUTI

Dal profondo del cuore
di Jerry

La civiltà deperisce negli egoismi, nel potere, nelle bramosie di ricchezze, dove manca l'uomo interiore al quale anche noi vorremmo tendere, ma ci manca il coraggio.
Mi chiedo qual è il mio posto. Assordati da un eccesso di parole, di promesse mancate, passiamo al non ascolto. Siamo più inclini a credere all'inganno che ci cambia la vita tra imbrogli privati e menzogne pubbliche. Siamo pervasi di scetticismo, di attese disperate che destino gli entusiasmi dei nostri giovani, impauriti e prevenuti, sempre più ciechi e sordi. 

Manca il grido della discontinuità culturale, il cuore aperto e la mente pronta a offrire soluzioni per far ritrovare i valori perduti indispensabili alla partecipazione e al cambiamento, Impegnarci e indignarci quando serve.

Riprendere un cammino che ci faccia capaci di scegliere e di non subire; stracciare l'autocertificazione di fronte alle sfide che ci investono, sopportare anche un po' di torcicollo, invece di nascondere la testa come lo struzzo per abbracciare la realtà nelle sue forme. 

Imparare a camminare dentro le periferie esistenziali, mettersi in mezzo e spendersi con quello che ognuno ha, prendere anche decisioni scomode e recuperare fraternità.

* Il nome dell'autore detenuto è di fantasia. Il testo qui riportato non è una trascrizione fedele ma è frutto di una personale e approssimata rielaborazione del testo originale letto dall'autore durante i nostri incontri.

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