sabato 19 gennaio 2013

Liberante inaugura la sezione Carcere

Liberante inaugura una nuova sezione dedicata al mondo del carcere: Carcere. Con l'obiettivo di offrire informazioni a liberi cittadini, detenuti, ex detenuti e a familiari di detenuti. La sezione al momento propone una lista di associazioni e cooperative sociali che si occupano di supporto a detenuti, ex detenuti e alle loro famiglie, alcune riviste che parlano di Carcere e informazioni utili su alcuni istituti penitenziari del provveditorato di Milano. E' anche possibile leggere degli articoli inediti sul mondo del carcere al relativo label: Carcere.

giovedì 17 gennaio 2013

Al dolore segue la gioia

PAROLE OLTRE - LA VOCE DEI DETENUTI

Durante l'incontro del 17 dicembre 2012 sulla felicità, Iena "risponde" alla storia del dottor Rossi raccontata da Giorgio Cesati Cassin con un'altra storia che parla di nascita, dolore e felicità.

Al dolore segue la gioia
di Iena

L'uomo entra come un tornado nell'ospedale travolgendo letteralmente chi osa sbarrargli il passo. Urla: "dov'è mia moglie?" e l'urlo ha una nota stridula di paura. Un'infermiera si sbraccia e indica frenetica la direzione: "Di qua! Presto! E' già dentro!" l'uomo raggiunge con potenti falcate la sala dove si consuma il dramma e qui lo attende uno spettacolo granguignolesco: sangue, sangue e fluidi corporei dappertutto, sul pavimento, sul lettino, sui camici non più immacolati del personale che si affaccenda preoccupato attorno alla paziente, la quale ad occhi sbarrati urla sfogando il proprio dolore. L'uomo si precipita al suo fianco per infondere coraggio e subito la mano di lei artiglia la carne, le unghie penetrano, i segni resteranno per mesi. Già un'ora è passata e altri preziosi minuti, tanti, troppi schizzano via nell'apparente caos totale. Ad un tratto il medico, la faccia stravolta, grida: "Dov'è il chirurgo? Non c'è più tempo! Bisogna tagliare..." urla cariche di dolore, frammiste a un ansimare roco accompagnano l'entrata in scena dello specialista. Presto! Il dramma è al suo epilogo. Ed ecco, un ultimo lacerante urlo introduce l'atto finale e nel silenzio che segue si distingue chiaro e limpido un... vagito. Il sipario cala sulla scena, il pubblico applaude emozionato, il dolore si trasforma in gioia: è nato!

* Il nome dell'autore detenuto è di fantasia. Il testo qui riportato non è una trascrizione fedele ma è frutto di una personale e approssimata rielaborazione del testo originale letto dall'autore durante i nostri incontri.

mercoledì 16 gennaio 2013

Che cos'è?

PAROLE OLTRE - LA VOCE DEI DETENUTI

Che cos'è?
di Giocadinuovo

Quante volte sono stato ingiusto
con idee non tanto apposto
condizionato da ciò che mi attorniava
non accorgendomi che mi distraeva
ora che mi riguardo dentro
dal dolore mi sventro
di molte azioni mi pento
ora una voce da dentro sento
è tutto ciò che gira
è tutto ciò che respira
è quello che un figlio ha
per la madre o per il padre
provoca dolore e paure
non difficile da sentire
è in tutto il mondo
forse ce l'ha anche il più furibondo
è una strana sensazione
che da dentro provoca passione
arriva al cervello
e al cuore è ciò che è
è l'amore

* Il nome dell'autore detenuto è di fantasia. Il testo qui riportato non è una trascrizione fedele ma è frutto di una personale e approssimata rielaborazione del testo originale letto dall'autore durante i nostri incontri.

lunedì 14 gennaio 2013

L'Otello recitato in una cella di San Vittore

Incontro del 7 gennaio 2013 Milano Casa circondariale San Vittore. 
Otello tra Amore e Tradimento.
Deborah Morese, Carlo Bisognosi, Azalen Tomaselli, Giorgio Cesati Cassin e Simon Pietro De Domenico con i detenuti.
Oggi una velatura di grigio ricopre Milano che appare come una stampa scolorita di un vedutista dell’Ottocento. il brulicare del traffico è però quello dei monotoni giorni feriali, essendo ormai svanita l’atmosfera briosa delle feste. Azalen e Simone incontrano la graziosissima Deborah Morese al bar di via degli Olivetani poi si uniscono a Giorgio Cesati Cassin e a Carlo Bisognosi. Quando la task force sale al sesto, è tutto predisposto per l’incontro che si avvia con la lettura rituale del resoconto. E’ lo stesso Simone, in seguito, a presentare Deborah, (attrice teatrale e autrice televisiva) e Carlo (attore). Il tema che farà da fil rouge,“il tradimento”, è declinato nella sua accezione più classica di infedeltà in amore, anche per il riferimento all’Otello di Shakespeare, il veicolo tematico dell'incontro. Il sottotesto è che l’amore, anche il più puro è insidiato dai malevoli e dagli invidiosi. Invitato a parlare, Carlo tratteggia il personaggio principale del dramma shakespeariano. Otello è l’esempio dell’autoinganno fatale. Gabbato da Iago (per istigazione di Roderigo, innamorato respinto), che gli instilla dei dubbi sulla fedeltà della sua sposa e infine accecato dalla gelosia, uccide la moglie innocente per poi uccidere se stesso, quando si avvede dell’errore commesso. 

mercoledì 9 gennaio 2013

Nascita e felicità

Durante l'incontro del 17 dicembre 2012 sulla felicità, Giorgio Cesati Cassin ha raccontato la storia del dottor Rossi (e della sua paternità iperbolica) per dare una prova di come la felicità possa giungere in modo inatteso. La felicità può essere figlia del dolore?

Nascita e felicità
di Giorgio Cesati Cassin

Metà Maggio 1961. Telefono all’ostetrico ginecologo di mia moglie.
“Buon giorno professore, sono il dottor Rossi, la disturbo?”
“Buon giorno caro collega, per nulla, come sta la signora?”
“Lei bene, sono io che sto male, sono molto preoccupato”.
“Preoccupato?”
“Sì, per mia moglie. Non ha notato, professore, le dimensioni della pancia? Assomiglia sempre di più a uno Zeppelin, e manca ancora un mese alla nascita”.
“Non si preoccupi, è solo un po’ di polidramnios”.
“Ah, è solo quello?”
“Certamente, l’ho visitata da poco. La signora gode ottima salute, non deve preoccuparsi”.
“La ringrazio, professore, posso stare tranquillo?”
“Tranquillissimo”.



lunedì 7 gennaio 2013

La domanda di Pilato: Quid est Veritas

Incontro del 31 dicembre 2012 Milano Casa circondariale San Vittore. 
Che cos'è la verità? Il concetto di verità nella filosofia e nel diritto passando per Kafka.
Azalen Tomaselli e Simon Pietro De Domenico con i detenuti.
Un sole splendente saluta la città in questo ultimo giorno di San Silvestro. Azalen e Simone, saliti al sesto, trovano un insolito fermento. Quattro detenuti attorno a una enorme gabbia circolare, posata sul pavimento, guardano un uccellino appena morto . E’ curioso osservare gli sguardi mesti e le attenzioni dedicate al suo corpicino inerte, estratto poi con cura e portato via, mentre nell’altra gabbia, il compagno saltella da un trespolo all’altro. Entrando nella stanzetta si parla a ruota libera, dato che il gruppo si è ridotto e alcuni partecipanti sono ancora nel corridoio da dove arriva una acceso vociare. Durante l’attesa, Iena mostra una filastrocca di un libro, intitolato Così pregava l’ebreo Gesù di Robert Aron, dal quale Branduardi ha tratto ispirazione per Alla fiera dell'est e legge, tra la curiosità dei presenti le strofe coincidenti con la canzone. L’approssimarsi della fine dell’anno suggerisce alcune battute amare. E’ sempre Iena che dice di avere preparato la sangria del carcerato, con il Gatorade e qualche fetta di pera rimediata.. Un altro partecipante racconta che in altri istituti di pena il quartino di vino è incluso nei pasti, sia a mezzogiorno sia la sera. Bomber parla invece del suo tiramisù preparato a regola d’arte. Dopo la lettura del resoconto è lo stesso Iena a far notare l’omissione del suo racconto riguardo al momento della nascita del figlio. Simone propone di parlare della verità e di leggere alcuni testi, spiega, però, che la parola può assumere vari significati. Infatti per i Greci che la denominavano alétheia, verità significava non nascondimento; mentre per i Latini presso i quali il termine in uso era veritas la medesima parola designava il conoscere la realtà delle cose. Per gli ebrei, infine, che adoperavano il termine emet, verità coincide con la fermezza, la stabilità, la fedeltà alla verità di Dio. E’ difficile prendere posizione e propendere per l’uno o per l’altro dei significati. Iena, su invito di Simone, legge il passo del Vangelo di Giovanni in cui si racconta del confronto cruciale tra Gesù e Pilato. 


lunedì 31 dicembre 2012

Sessantotto passi e mezzo

Incontro del 24 dicembre 2012 Milano Casa circondariale San Vittore. 
Il passare del tempo e l'invisibile dramma murato nel corpo di ciascuno.
Giorgio Cesati Cassin, Azalen Tomaselli e Simon Pietro De Domenico con i detenuti.
L’aria è uggiosa e invernale e un freddo tagliente ha investito la città. Azalen e Simone sono puntuali e assieme a Giorgio Cesati Cassin varcano senza intoppi le “forche caudine”, ma non prima di avere ricevuto la ramanzina dell’addetto ai controlli per le tasche tintinnanti che “rubano tempo”. All’arrivo li attende la notizia che Lozio è andato via e che Speedy Gonzales ha ottenuto i domiciliari; un velo di malinconia per non averli potuti salutare coglie Azalen, mischiato alla gioia di apprendere che per loro una triste avventura si è conclusa. Simone legge il resoconto che contiene un riferimento al modo di camminare dei detenuti in cortile all’aria. Si scusa per questo breve inserto documentaristico, ma spiega di essere rimasto colpito e di avere deciso di registrarlo. Iena e un altro partecipante rispondono che sono sessantotto passi e mezzo per l’intero giro, soggiungendo che la medesima scena si svolge alla stessa ora e nello stesso modo in tutte le carceri d’Italia. Il richiamo alla battaglia civile di Marco Pannella dà luogo a un breve dibattito sulla mancata adesione dei detenuti del sesto allo sciopero del carrello, effettuato in tutti gli altri reparti. "E’ mancata un’occasione per unirsi e lanciare un segnale, viene confermata la pessima immagine del sesto , per una cultura carceraria che è dura a morire e che contraddistingue alcune strutture", sostiene Iena, ma alcuni partecipanti replicano che per i detenuti che vivono di carrello lo sciopero della fame è più duro.