Incontro del 9 aprile, 2013 Milano Casa circondariale San Vittore
Sono qui, nel tepore della mia casa-bomboniera a raccogliere le emozioni di questa giornata particolare, reduce da un appuntamento così fortemente voluto. Sono stata a San Vittore, al reparto femminile, privilegiato, come viene definito dai più... Tutto è cominciato dal mio desiderio di far avere qualche copia del mio romanzo alla biblioteca del carcere e da lì, la proposta di fare un incontro con le detenute e parlarne con loro. La prospettiva era un pubblico di tre quattro persone, per me era uguale, ne avrei parlato anche con una sola. Oltrepassiamo il primo cancello, poi un secondo, saliamo un paio di rampe che danno sul cortile dove delle figure sostano, passeggiano, fumano... Una porta con una fessura, un campanello, due occhi che scrutano, il clangore della serratura, porte che si aprono per richiudersi dietro l'ultimo tallone. Ci chiedono se vogliamo una guardia che ci scorti fino in biblioteca, la psicologa conosce bene la strada e ci conduce al nostro appuntamento. Entriamo nella biblioteca, è accogliente ci sono un paio di tavoli rotondi con delle sedie attorno e alcune file di sedute per le spettatrici. Che non ci sono.
Considerazioni di Antonella Cavallo (vai QUI per il resoconto)

